Rhizóma Hýdōr - Acqua. La Fluidità e le Correnti

L’Acqua: la Bellezza, la Vita e la Fonte Sacra

L'Acqua per Empedocle

Il Rhizóma della Fluidità, della Generazione, della Vita e del Passaggio

L’Acqua può assumere infinite forme. Scorre, avvolge, penetra, dissolve, riflette. Può essere sorgente, mare, lacrima, pioggia, fiume sotterraneo, abisso. Nessun altro Rhizóma conosce con tanta intimità il linguaggio della trasformazione.

Per Empedocle, Ὕδωρ è una delle quattro Radici eterne del cosmo: potenza originaria, principio di fluidità, generazione, memoria e passaggio. Tutto ciò che vive nasce dall’incontro delle Radici, ma nell’Acqua ogni incontro sembra farsi più profondo: le forme si toccano, si mescolano, perdono i propri confini, imparano a mutare.

Nella Via dei Rhizómata, l’Acqua invita all’immersione. Dopo la stabilità della Terra, l’ardore del Fuoco e il soffio dell’Aria, essa conduce il visitatore verso una soglia più segreta: il luogo in cui il corpo ricorda prima ancora di comprendere, dove la perdita diventa corrente, dove il dolore può trasformarsi in rito.

Fluidità, Generazione, Vita, Passaggio

Qui il Mythos si fa liquido. Diventa mare, fonte, pianto, grembo, battesimo, naufragio, rinascita. Ogni Eikōn dell’Acqua custodisce una profondità mobile: ciò che appare in superficie non è mai tutto; sotto la luce del riflesso, qualcosa continua a chiamare. Attraversare l’Acqua significa lasciarsi trasformare. Non opporre durezza al mutamento, ma imparare la sapienza delle correnti: discendere, sciogliersi, ricordare, riemergere.
A

L’Acqua per Empedocle

Fonte, Lacrime, Vita

Nestis: la Radice più riconoscibile

In Empedocle, Nestis è molto più di una etichetta poetica: è il punto in cui la materia acquatica diventa pianto, fonte, generazione, corpo vivente e destino dei mortali

Nestis è una divinità della mitologia greca legata alle acque dolci, che Empedocle identifica come il nome sacro dell’Acqua. Nestis era profondamente legata alla Sicilia. Le fonti antiche (come i frammenti della commedia di Alessi) suggeriscono che Nestis fosse originariamente una divinità locale delle acque della Sicilia. Per un’antica pratica linguistica chiamata “doppia etimologia”, il nome di Nestis fu fuso con quello di Persefone, la regina degli Inferi legata al ciclo delle stagioni e al risveglio della natura. 

La Stanford Encyclopedia of Philosophy traduce il passo frammento B6 indicando Nestis come colei che “inumidisce con le sue lacrime la fonte mortale”; e aggiunge che, pur esistendo interpretazioni diverse sulle corrispondenze tra Dei e Radici, vi è accordo generale sul fatto che il passo si riferisca a fuoco, terra, aria/aithér e acqua.

Nestis

La Dea dell’Acqua” - La Dea che piange, irriga, genera e partecipa alla condizione mortale. Il motivo per cui Nestis si associa all'Acqua è la corrispondenza meno controversa e evidente: l’immagine delle lacrime e della fonte rende quasi inevitabile l’identificazione. Zeus e Hera possono essere discussi; Aidoneo può oscillare tra profondità ctonia e materia terrestre; ma Nestis è definita dal gesto stesso del bagnare.
Forza, Desiderio, Protezione, Maternità

La Costellazione Mitica dell’Acqua

Poseidone
Dio del mare, delle profondità e del tremore della terra. In lui l’Acqua mostra la propria potenza sovrana: non soltanto nutrimento e fluidità, ma forza immensa, instabile, capace di generare, travolgere e trasformare.

Afrodite Anadiomene
Afrodite che emerge dalle acque. In lei l’Acqua diventa nascita della bellezza, apparizione del desiderio, forma che sorge dalla spuma e dal mistero generativo del mare.

Teti
Divinità marina, madre di Achille, figura della protezione e del destino. Teti appartiene all’Acqua come grembo profondo, maternità liquida, sapienza delle metamorfosi.

Mnemosyne
La Memoria. Anche se non è divinità marina, in Aetherion appartiene alla costellazione dell’Acqua perché ogni ricordo affiora come da una profondità sommersa, e la memoria è corrente che ritorna.

Rhizóma Hýdōr - Acqua

Memoria fluente, abisso materno, specchio sacro dell’abisso interiore

Contempla Le Eikōnes dell'Acqua

Le Eikōnes dell’Acqua raccolgono le opere attraversate da mare, memoria, immersione, lacrima, purificazione e metamorfosi. In esse la materia pittorica sembra farsi corrente: il colore fluisce, la forma non si chiude, ma si lascia attraversare da profondità invisibili. Ogni immagine acquatica è una soglia verso ciò che muta. L’Acqua avvolge e porta con sé ciò che è stato, lo trasforma, lo restituisce in una forma nuova.

Logoi dell’Acqua:
Memoria fluente, abisso materno, specchio sacro dell’abisso interiore

I Logoi dell’Acqua conducono nelle profondità del Mythos, dove il tempo si dissolve e la memoria continua a fluire sotto la superficie delle cose. In questo percorso, i racconti si immergono nell’inconscio del Mediterraneo e invitano a esplorare gli abissi della conoscenza, del sogno e della trasformazione.

Leggi i Logoi dell'Acqua

I Logoi dell’Acqua danno voce alle immagini della profondità e della metamorfosi. Attraverso il racconto, il mito e la riflessione simbolica, ogni opera rivela la propria corrente nascosta: la memoria che riaffiora, la ferita che si scioglie, il viaggio che conduce dal naufragio alla rinascita. Qui la parola fluisce, si fa onda, canto, eco, marea, invocazione.

Il Rhizoma Acqua nel Pensiero di Empedocle e Aristotele. Densità, Forma, Gravità e Limite nella Filosofia Antica

Nel linguaggio poetico di Empedocle, l’Acqua è tradizionalmente associata a Nestis, figura divina connessa alla sorgente, alla lacrima e alla profondità vitale. In Aristotele, l’Acqua entra in una fisica qualitativa più sistematica: è uno dei quattro elementi sublunari, definito dalla coppia freddo-umido, soggetto a generazione, corruzione e trasformazione reciproca con gli altri elementi. Il confronto mostra il passaggio da una cosmologia delle Radici permanenti a una teoria fisica dei corpi semplici, dei luoghi naturali e delle qualità contrarie.

L'Acqua nel pensiero di Platone e Plotino: l'Acqua tra Stabilità e Trasformazione, Discesa e Ritorno

L’Acqua in Platone appartiene al mondo sensibile ordinato dal Demiurgo secondo proporzione, figura e trasformazione. Nel Timeo, la sua natura viene integrata in una cosmologia matematica, dove anche il divenire riceve forma. In Plotino, l’Acqua può essere letta come immagine della vita che procede, si moltiplica, riflette una luce superiore e può orientarsi nuovamente verso la sorgente.
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Le 24 Eikōnes di Carmela Calimera

Le Eikōnes sono la soglia di Aetherion. Ogni opera custodisce un Mythos, ogni simbolo apre un nuovo percorso di conoscenza.Le diverse prospettive offriranno sempre nuovi spunti di riflessione e nuove conoscenze. Inizia il viaggio e lasciati guidare dalle immagini.

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