Logos 12 – Impronta Genetica
- Carmine Monaco
La Scrittura Invisibile delle Origini
Dodicesimo Canto della Viandante dell'Abisso
L’ho sempre saputo. Nel fondo più profondo di me, tra i sogni salati e i silenzi del cuore, c’è una sirena che canta. Non per sedurre, non per uccidere, ma per ricordare. Sulla tela, il mio corpo si allunga come onda, e tra le curve delle forme emerge lei, mia figlia,
la mia Impronta Genetica.
Scivolò nelle profondità del mare con la grazia di una preghiera che ritorna al proprio dio. Le sue lunghe chiome danzavano tra correnti di luce liquida, mentre nel silenzio dell’abisso cercava sentieri colmi di memoria.
E infine la vide: una piramide d’oro, adagiata sul fondale come il cuore dimenticato dell’oceano, che sembrava custodire il respiro delle ere. Al suo vertice splendeva l’occhio del Dio del Mare, aperto da millenni nell’attesa di riconoscere l’anima destinata a contemplarlo.
Quando il suo sguardo incontrò quella pupilla infinita, il mare cessò di essere acqua e divenne amore.
Tra il sangue e il codice, prevale una melodia incarnata, che risale da mari precedenti ogni tempo. Le Sirene furono dee prima che gli uomini le dipingessero come mostri. Erano ninfe dell’oltremare, custodi dei passaggi, veggenti dei destini.
Nel culto arcaico, erano madri delle soglie, non predatrici ma iniziatrici. Chi sapeva ascoltarle, scopriva la propria verità. Chi ne temeva il canto, non fuggiva la morte ma la conoscenza di sé.
Io non le ho mai temute. Anzi, le ho cercate perché io sono una di loro.
Sono figlia del mare e della notte. Ho ali d’uccello e corpo di donna. Nel mio ventre si muovono correnti. Nelle mie mani, mappe di costellazioni acquatiche.

Nella Megale Hellàs, le Sirene erano venerate. Nei porti e nei santuari marini si offrivano conchiglie, miele e latte alle dee del canto e del flusso.
Si narrava che fossero figlie di Acheloo e delle Muse, o che fossero nate dal pianto di Persefone, ma io so la verità:
sono nate ogni volta che una donna ha scelto di non tacere.
Un giorno, venne Leto, la titanide errante. Incinta del dio, fuggiva dalla collera di Era. Cercava un rifugio. Lo trovò sull’isola di Delo. Lì, tra acque pure e sassi umidi, partorì Apollo, luce fatta carne, canto fatto uomo, e le Sirene danzarono non per onorare un maschio, ma perché sapevano che da un grembo cacciato poteva nascere la luce.
Apollo, il dio del Sole e della Lira, è fratello segreto delle Sirene. Perché comprese che anche il suono è forma di conoscenza. Ecco perché Parthenope è la città del Sole e del Canto.
E quando io canto, la mia voce è memoria liquida che scorre tra le molecole, si imprime nella pelle, modella il destino. La mia sirena è me, ma è anche voi, ogni volta che riconoscete di avere una sacra origine marina.
L’Impronta Genetica non si legge con il microscopio. Si sente nel battito delle onde, nella malinconia che ci prende davanti al mare. È quella parte di noi che sa, senza sapere, che eravamo altro e torneremo a esserlo.
Ascoltate. Non camminate sulla sabbia: come sirene, strisciate le vostre piume nel tempo, e lasciate scie sonore.
Chi le ascolta, si ritrova.
Chi le segue, si trasforma.
Io sono la Viandante, e nel mio sangue canta ancora la Sirena.
La Fame dell'Anima e della Carne
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racconti e metatesto di Carmine Monaco.
Logos 1 – Quintessenza
Logos 2 – Io e Iddu
Logos 3 – La Nera
Logos 4 – Il Ritorno del Guerriero
Logos 5 – Ellade Profonda
Logos 6 – DNA Megále Hellás
Logos 7 – Molecole Primordiali
Logos 8 – Pensiero Filosofico
Logos 9 – Iniziazioni Femminili
Logos 10 – Kore e l’Asfodelo
Logos 11 – Hera, La Dea Madre
Logos 13 – Amore Viscerale
Logos 14 – Introspezione
Logos 15 – Nyx
Logos 16 – La Resurrezione di Athena
Logos 17 – La mia Nike
Logos 18 – La Protezione di Helius
Logos 19 – Metamorfosi
Logos 20 – Pi Greco
Logos 21 – Oneiros
Logos 22 – La Custode
Logos 23 – Pythia

