Eikōn 21 – Oneiros
Abstract
Una figura si affaccia su un varco oscuro: nel nero, linee dorate disegnano un sogno, un rito, un’intuizione. La scena onirica pulsa come un’apparizione sacra, mentre la Viandante rimane in penombra, spettatrice e iniziata. Oneiros è l’incubazione (enkoimesis), pratica religiosa e terapeutica in cui i fedeli dormivano all’interno di luoghi sacri per ricevere sogni rivelatori, quasi sempre preceduto da abluzioni sacre. L’ingresso nel regno visionario, dove il tempo si sospende e l’invisibile prende forma.
- Carmela Calimera
- Mista su tela
- 80 x 100 cm
- 2024
- 2024.21.CC
Nota storico-mitologica
- Carmine Monaco
Oneiros (Ὄνειρος) in greco antico significa sogno ma anche entità onirica, messaggero divino. Per Omero, i sogni possono venire da Zeus e sono portatori di verità o di inganno. In Esiodo e nei culti misterici, i sogni sono varchi tra i mondi, strumenti di iniziazione, visioni dell’invisibile.
In questa Eikōn, la composizione si struttura come un doppio spazio:
- a sinistra, la Viandante, immersa in rossi e neri sanguigni, sembra contemplare o essere attratta verso qualcosa;
- a destra, una cavità nera, cornice del sogno, in cui compaiono due figure stilizzate in oro, intento oracolare o medico: una figura sfama l’altra, infondendole luce e simboli mentali.
Sul bordo inferiore, un’iscrizione in greco antico: ὄψις ἑως, “visione dell’aurora”, sottolinea il carattere liminale dell’esperienza onirica: è notte, ma già comincia l’alba interiore.
L’oro utilizzato per i tratti è tipico dell’iconografia sacra: nel sogno, tutto è essenza. Lo sfondo materico e le zone oscure trasmettono invece l’inquietudine del subconscio, la fatica del passaggio.
Nel ciclo Aetherion, Oneiros rappresenta il momento in cui la conoscenza non viene più solo da fuori, ma dall’interiorità archetipica. È il sogno come atto filosofico, come rivelazione misterica, come contatto con l’anima collettiva.
La Notte che Guarisce


























