Logos 6 – DNA Megále Hellás
- Carmine Monaco
Il Respiro dei Guerrieri
Sesto Canto della Viandante dell'Abisso
Li sento. Sempre. Anche quando tutto tace, quando il vento scompare tra le fronde d’ulivo e la sabbia si posa quieta sul mio piede nudo. Li sento come un timbro nel sangue. Come una voce che risuona di antiche vibrazioni, come un battito che non viene dal cuore ma dalla terra.
Questa terra, mia e loro, impregnata di ombre luminose e ricordi incisi nella roccia. Io non sono solo figlia di donna. Mia madre non mi ha partorita. Io sono figlia di Megále Hellás.
Cammino, e sotto il mio passo si rivelano impronte antiche.
Le sento. Le seguo. Ogni sasso conosce il nome dei miei antenati. Ogni radice mi sussurra:
“Torna indietro… vai più a fondo.”
Perché il ritorno non è mai orizzontale. È verticale. È discendere, scavare nelle viscere, là dove la terra, ancora oggi, custodisce eroi addormentati. Nelle nostre terre camminiamo tra polvere e tesori, resti che sono semi dormienti. Tra questi tesori, vi sono due uomini.
Forse re. Forse fratelli. Forse incarnazioni di Dei. Li chiamano i Bronzi di Riace. Ma io li chiamo per ciò che sono:
Guardiani del Sangue,
Specchi del Corpo Originario,
Eco dell’Anima Guerriera.

Le loro ossa non tremano. La loro nudità è un’armatura. Le loro bocche mute gridano ancora, per chi sa ascoltare.
Uno fu Tideo, eroe dell’assedio di Tebe, padre di Diomede. La sua furia era sanguigna, ma mai cieca. Morì con lo sguardo fisso verso il cielo, chiedendo vendetta e giustizia.
L’altro fu forse Amfiarao, veggente e guerriero, che scelse il silenzio invece della gloria, e sprofondò nella terra per non tradire se stesso.
Entrambi furono uomini e simboli. Pietra e carne. Bronzo e spirito.
Oggi sono tornati, non più in battaglia, ma a testimoniare. Li ho sognati, sotto la sabbia, distesi uno accanto all’altro, con gli occhi chiusi e le vene che pulsavano ancora.
Mi chiamavano senza voce e io, figlia della stessa matrice, mi inginocchiai. Sentii che ciò che li muoveva, ora si muove in me.
Nel mio sangue scorrono gli echi del ferro, le forme della potenza, la memoria di un corpo greco che non è scomparso, si è solo trasformato.
Io porto il loro DNA.
E così cammino. Non sola, mai.
Cammino con Tideo che mi protegge, con Amfiarao che mi guida, con il popolo che fu mio senza mai vedermi, e che oggi mi osserva dai sassi, dal mare, dalle vene.
Questa terra respira ancora attraverso di me. E io la porto nelle parole, nella pelle, nello sguardo. Il mio corpo non è solo mio. È archivio vivente, elica sacra, testamento inciso nella carne della Megále Hellás.
Le Sorgenti Invisibili dell'Esistenza
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Scarica la brochure “Aetherion – La Viandante dell’Abisso”. Opere pittoriche di Carmela Calimera,
racconti e metatesto di Carmine Monaco.
Logos 1 – Quintessenza
Logos 2 – Io e Iddu
Logos 3 – La Nera
Logos 4 – Il Ritorno del Guerriero
Logos 5 – Ellade Profonda
Logos 7 – Molecole Primordiali
Logos 8 – Pensiero Filosofico
Logos 9 – Iniziazioni Femminili
Logos 10 – Kore e l’Asfodelo
Logos 11 – Hera, La Dea Madre
Logos 12 – Impronta Genetica
Logos 13 – Amore Viscerale
Logos 14 – Introspezione
Logos 15 – Nyx
Logos 16 – La Resurrezione di Athena
Logos 17 – La mia Nike
Logos 18 – La Protezione di Helius
Logos 19 – Metamorfosi
Logos 20 – Pi Greco
Logos 21 – Oneiros
Logos 22 – La Custode
Logos 23 – Pythia

