Eikōn 22 – La Custode
Abstract
Una figura femminile velata, priva di volto, veglia tra fiamme sacre e simboli nascosti. Davanti a lei, sfere che paiono mondi, semi o pianeti. La Custode è guardiana del confine tra sacro e profano, tra rivelazione e silenzio. La sua presenza è muta ma assoluta, intenta a proteggere conoscenza e fuoco vivo.
- Carmela Calimera
- Mista su tela
- 100 x 80 cm
- 2024
- 2024.22.CC
Nota storico-mitologica
Il titolo La Custode evoca le antiche figure sacerdotali: le Vestali di Roma, le iereiai greche, le guardiane dei Misteri Eleusini. Donne silenziose e potenti, incaricate di mantenere accesi i fuochi sacri e la memoria degli dei. Il loro essere apparteneva al numinoso, per questo il loro volto, spesso ignoto, era coperto. Non per annullamento ma per trasfigurazione simbolica.
In questa Eikōn, il corpo centrale è circondato da:
- fiamme rosse: il fuoco come elemento sacro, forse il Fuoco di Estia, dea del focolare e della coesione mistica;
- sfere nere e bianche: evocano uova cosmiche, pianeti primordiali, semi del divenire. Sono mondi in attesa di essere generati o custoditi;
- il velo: non è segno di sottomissione, ma di funzione misterica. Chi vela se stessa diventa ponte tra visibile e invisibile.
La figura appare al tempo stesso materna e oracolare, richiamando archetipi antichi come:
- Estia, simbolo di protezione familiare;
- Ecate, signora delle soglie e delle chiavi;
- Demetra, madre nascosta e custode delle stagioni interiori;
- Sophia, sapienza velata delle tradizioni gnostiche.
I quattro personaggi senza volto, alla base, rimandano a una doppia lettura del ciclo delle acque e delle rinascite (orfismo), e dei tanti iniziati che hanno tramandato la Tradizione.
Nel ciclo Aetherion, La Custode rappresenta la soglia dell’integrità interiore, dove ogni sapere esteriore si ritrae e inizia il silenzio fecondo. È il momento in cui il viaggio mitico non cerca più verità fuori ma accende il fuoco dentro e lo protegge.
Il Centro del Cerchio


























