Eikōn 24 – Il Silenzio Eleusino
Abstract
Un volto osserva, un altro tace e sorride. L’occhio al centro, sotto l’architrave della Porta sacra della conoscenza, custodisce una fiamma: visione interiore, memoria dell’invisibile. Il Silenzio Eleusino chiude il viaggio con una promessa: la verità non si grida, si trasmette con lo sguardo. La Viandante si dissolve nella quiete del mistero e torna alla materia rinnovata e trasformata. Rimane solo l’essenza.
- Carmela Calimera
- Mista su tela
- 120 x 80 cm
- 2024
- 2024.24.CC
Nota storico-mitologica
- Carmine Monaco
Nel mondo antico, il silenzio era il primo custode del sacro.
I Misteri Eleusini, celebrati in onore di Demetra e Persefone a Eleusi, si concludevano con una rivelazione che i partecipanti giuravano di non divulgare: “ciò che si vide, non si può dire”. Il cuore dell’esperienza mistica era ineffabile.
Quest’opera è la metafora visiva di quell’istante finale:
- il volto grande e grigio è sospeso tra smarrimento e pacificazione, come se avesse visto oltre l’umano;
- l’occhio centrale, che contiene una fiamma verticale, richiama il fuoco interiore che arde nel silenzio;
- la figura in basso a destra – femminile, aureolata, serena – sembra l’epifania di Persefone o l’anima trasfigurata della Viandante, ora divenuta Maestra silente.
La presenza di spighe dorate e della serpe spiraliforme allude al ciclo agrario e ctonio delle Dee: morte, rinascita, fecondità. Tutto ciò che resta è un sorriso calmo, una moneta sacra (forse per Caronte, o per passare la soglia), e un nero dissolvente che non inquieta ma protegge.
Il Silenzio Eleusino è la ritrazione mistica di qualcosa che va oltre la fine: il passo che precede la rinascita del tempo, dell’eterno ritorno, della parola futura.
L'Ultima Soglia


























