Eikōn 3 – La Nera
Abstract
Il corpo della Viandante è cosparso di cenere, lava, terra. È nudo, potente, sporco, vivo. Nella Nera, si manifesta il principio tellurico che plasma e distrugge, purifica e segna. L’opera è un atto di consacrazione carnale: la materia si fa linguaggio, e la pelle diventa mappa sacra dell’esperienza.
- Carmela Calimera
- Mista su tela
- 100 x 70 cm
- 2022
- 2022.03.CC
Nota storico-mitologica
- Carmine Monaco
La Nera è archetipo e presenza, l’epiteto di Afrodite, la potenza della seduzione tramite lo sguardo e la metafora della sabbia nera. La Nera evoca anche la dea oscura, tellurica, primordiale presente in tutte le culture mediterranee: Ecate, Demetra Melaina, la Kore notturna, ma anche la Mater Matuta e la Venere vulcanica. Non è tenebra maligna, ma notte fertile, grembo, cenere feconda.
Nel mito greco, Demetra assume l’aspetto di “nera” dopo la perdita di Persefone, indossando veli di lutto e terra. Ecate, dea dei crocicchi, compare nei momenti di passaggio, come guida tra mondo visibile e invisibile.
Nel ciclo Aetherion, la Nera è aspetto corporeo del sacro: il fuoco ha bruciato, ma il corpo è sopravvissuto. Coperto di residui, lava e crepe, diventa testimone della trasformazione.
La figura femminile dell’opera non si nasconde: guarda, si espone, si massaggia il viso con la sabbia vulcanica per assorbirne il potere e trasmetterlo con sicurezza tramite lo sguardo. È dea e donna insieme, al confine tra abisso e resurrezione. È la terra che ha visto tutto e tutto ha assorbito.
Il Sigillo della Terra e del Mare


























