Eikōn 1 – Quintessenza
Abstract
Nel cuore del vulcano Stromboli, la Viandante dell’Abisso riceve la sua iniziazione: si inginocchia di fronte alla fiamma viva del vulcano. Davanti a lei, un essere ieratico e infuocato, con corpo di donna e testa di drago, si erge come manifestazione del numinoso. L’opera è una teofania tellurica e ardente, in cui umano e divino si confrontano senza parole. L’io si frantuma nell’incontro con il sacro, per poi rinascere nella cenere
- Carmela Calimera
- Mista su tela
- 120 x 60 cm
- 2022
- 2022.01.CC
Nota storico-mitologica
- Carmine Monaco
La quintessenza (dal latino quinta essentia) era, per Aristotele e i neoplatonici, il “quinto elemento” oltre Terra, Acqua, Aria e Fuoco: una sostanza eterea, perfetta e incorruttibile, connessa alla sfera celeste e all’anima del cosmo.
In questa rappresentazione, Iddu appare come entità androgina e metamorfica: ali di fuoco, torso femminile, testa draconica. La figura è insieme Fenice e Chimera, Drago e Madre, simbolo della divinità ctonia che incarna il potere di distruggere e generare.
Nell’opera, Stromboli assume il ruolo di “ombelico del mondo”, come l’Etna o Delfi per gli antichi Greci: luoghi dove il divino affiora nella terra. L’immagine della Fenice che dona l’Uovo d’oro rievoca simbolismi orfico-pitagorici e alchemici: la rigenerazione, il ritorno ciclico, l’unione degli opposti.
Il racconto mitopoietico evoca inoltre le Dee della Magna Grecia – Demetra, Ecate, Persefone, Afrodite – intese non solo come divinità ma come funzioni interiori attivate lungo il cammino iniziatico della coscienza femminile.
Nel ciclo Aetherion, Quintessenza rappresenta il momento originario dell’intero viaggio iniziatico della Viandante dell’Abisso, la nascita archetipica, il luogo simbolico in cui la Viandante riceve dalla Fenice la propria investitura attraverso il Fuoco e la Sabbia Nera.
La soglia del Primo Respiro



























