Eikōn 8 – Pensiero Filosofico
Abstract
Due metà si fronteggiano e si fondono: quella di un filosofo antico e quella di una donna nuda, forte, enigmatica. Figure, simboli, proporzioni si intrecciano: il teorema di Pitagora, l’uroboros, i numeri sacri. L’opera è la metafora della trasmissione e della potenza del pensiero tramite lo sguardo, e un invito a pensare col corpo e a sentire col pensiero. In ogni forma c’è spirito. In ogni spirito, forma.
- Carmela Calimera
- Mista su tela
- 120 x 100 cm
- 2023
- 2023.08.CC
Nota storico-mitologica
- Carmine Monaco
Al centro dell’opera appare Pitagora, il sapiente di Samo vissuto nel VI secolo a.C., fondatore di una scuola che univa matematica, musica, cosmologia e spiritualità. Il suo volto è affiancato a quello della Viandante, come a suggerire un’alleanza tra filosofia e corporeità, tra logica e intuizione, tra pensiero astratto e femminile incarnato.
Sul corpo del filosofo compaiono:
- il teorema di Pitagora (triangolo rettangolo e quadrati costruiti sui lati),
- l’uroboros, serpente che si morde la coda, simbolo dell’eterno ritorno e della ciclicità cosmica,
- due monete dell’antica Kroton che richiamano i simboli pitagorici della monade e della diade, o forse occhi interni che guardano l’invisibile.
Questa tela celebra una filosofia come forma di vita, non separata dal mondo ma radicata nel corpo, nel ritmo, nella materia. La Viandante incarna il pensiero non come idea, ma come energia, tensione, postura. Il suo corpo è geometria vivente, luogo in cui i teoremi si trasformano in esperienza.
In Aetherion, quest’opera segna una svolta: la conoscenza non è più una meta, ma un movimento tra poli opposti — l’ordine e il desiderio, la logica e la visione, il simbolo e la carne. Il pensiero filosofico non si insegna: si attraversa.
Il Mythos che Interroga Se Stesso


























