Eikōn 16 – La Resurrezione di Athena
Abstract
Una figura femminile si inginocchia nella nudità della rinascita. Il volto è sereno, lo sguardo fiero. Sull’elmo, Pegaso e la Musa. Nello scudo, il volto di Medusa. L’opera rappresenta la resurrezione simbolica di Atena, non più dea invulnerabile ma donna che ha attraversato il buio, e ne ha tratto luce e potere.
- Carmela Calimera
- Mista su tela
- 120 x 100 cm
- 2023
- 2023.16.CC
Nota storico-mitologica
- Carmine Monaco
Atena, dea della sapienza, della strategia, delle arti e della guerra giusta, nasce — secondo il mito — dalla testa di Zeus, già adulta e armata. È una delle dee più complesse del pantheon greco: razionale ma intuitiva, vergine ma generatrice, protettrice e guerriera.
Questa Eikōn supera la lettura di Atena come immagine statica di potere, e la rappresenta come forza ciclica trasfigurata. La sua nudità è rinascita, nuova coscienza del proprio potere incarnato. Non vi è debolezza neppure nel volto giovane ma consapevole, e lo scudo di Atena non serve a difenderla, ma a raccontare una storia diversa.
Nella parte destra dell’opera, appare Medusa, mostro dal volto tragico e umano, inciso nello scudo. Atena non rimuove più la Gorgone ma la integra e la riconosce. La resurrezione, qui, supera la vendetta e diventa trasformazione simbolica dell’ombra in visione.
Sull’elmo campeggia Pegaso, il cavallo alato nato dal sangue di Medusa, accompagnato da una figura femminile piccola e saggia, forse Calliope o Mnemosyne, Musa della poesia epica e memoria primordiale. In basso, le radici e la terra nera: la dea non è sospesa nell’etere, ma radicata nel corpo e nell’inconscio collettivo.
Nel ciclo Aetherion, questa opera rappresenta il ritorno della lucidità dopo il caos, l’unione di mente e carne, strategia e compassione. Atena non comanda più dall’alto: si è inginocchiata nel tempo e nella materia, e ne è uscita intera.
Quando gli Dei Tornarono a Pensare



























