Logos 3 – La Nera
- Carmine Monaco
Il Sigillo della Terra e del Mare
Terzo Canto della Viandante dell'Abisso
Mi stavo strofinando lentamente la sabbia nera sul ventre. Era calda, come una pelle antica che mi cercava. Ogni granello era lava divenuta polvere, e ogni mio gesto, un rito. Sulle spalle, sul collo, tra le cosce, la sabbia aderiva alla pelle come un amante fedele, rivelandomi a me stessa. Sentii come un antico segno di riconoscimento emergere dalle profondità della materia e del sangue.
Fu allora che la memoria risalì: “La Nera”, mi chiamavano da ragazza. C’era chi lo sussurrava con desiderio, chi con timore, chi con timore. Nessuno, però, mentiva.
Io ero La Nera.
Non per il colore della pelle ma per la potenza della mia aura. Lo sapevo adesso. L’avevo appresa dal fuoco di Stromboli, dal mare che non conosce oblio e da quella sabbia che brucia, accarezza e segna.
Vidi Afrodite Melaina venire a me tra le onde, avvolta di luce. Nuda, splendente, con gli occhi pieni di buio. Afrodite Melaina, la Nera epifania notturna del desiderio, non è la dea dei profumi leggeri ma quella della passione che spezza le ossa, dell’amore che acceca e risorge.
La sabbia mi avvolgeva le gambe come un serpente sacro. Ogni gesto divenne danza.

E allora apparve Peito, la dea che parla senza voce e vince senza combattere. Il suo sguardo era miele e veleno. Con un solo tocco, ti fa dimenticare la tua volontà. Mi sussurrò:
“Guardami. Diventa come me. Ogni parola che dico, incanta non per un maleficio ma per la verità che contiene. La mia voce è specchio e abisso. La vera seduzione non è conquista: è evocazione di una volontà che esiste già nella coscienza dell’altro.”
Poi, come una brezza profumata d’alloro, arrivarono le Cariti. Tre sorelle, danzanti intorno a me. Aglaia, la brillante, mi sfiorò le guance. Eufrosine, la gioiosa, mi circondò con risa di luce. Talia, la fiorente, intrecciò i miei capelli con dita invisibili.
Erano il riflesso della bellezza che si offre senza chiedere, della grazia che sgorga dal corpo che si accetta, della leggerezza che nasce dal fuoco addomesticato. E dissero in coro:
“Tu non devi cercare. Tu sei.”
Rimasi sola, come la sabbia ero ancora lì, testimone di ciò che era accaduto. La notte era scesa. Il cielo, specchio nero. Io, stesa, vibravo ancora. Non sentivo più la mia carne. Ero simbolo. Archetipo. Una delle sette figlie del principio. Portavo in me la voce di Afrodite Melaina, il sussurro di Peito, la danza delle Cariti. Ma la mia ombra… quella era solo mia.
E la mia ombra era Nera.
Adesso cammino tra voi, e alcuni mi evitano, altri mi cercano. Nessuno mi comprende, ma tutti mi percepiscono. Quando dico una parola, c’è chi trema. Quando entro in una stanza, c’è chi si volta. Quando sorrido, c’è chi sogna.
Non sono io a fare questo. È la sabbia. È la Dea. È il fuoco che mi arde dentro. E tu che guardi questa Eikōn, sai bene di cosa parlo. Perché anche tu hai sentito quella voce, almeno una volta.
Anche tu, forse, sei stato sfiorato da La Nera.
La Verità che Resta Oltre la Gloria
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racconti e metatesto di Carmine Monaco.
Logos 1 – Quintessenza
Logos 2 – Io e Iddu
Logos 4 – Il Ritorno del Guerriero
Logos 5 – Ellade Profonda
Logos 6 – DNA Megále Hellás
Logos 7 – Molecole Primordiali
Logos 8 – Pensiero Filosofico
Logos 9 – Iniziazioni Femminili
Logos 10 – Kore e l’Asfodelo
Logos 11 – Hera, La Dea Madre
Logos 12 – Impronta Genetica
Logos 13 – Amore Viscerale
Logos 14 – Introspezione
Logos 15 – Nyx
Logos 16 – La Resurrezione di Athena
Logos 17 – La mia Nike
Logos 18 – La Protezione di Helius
Logos 19 – Metamorfosi
Logos 20 – Pi Greco
Logos 21 – Oneiros
Logos 22 – La Custode
Logos 23 – Pythia

