Eikōn 15 – Nyx
Abstract
Avvolta in un manto notturno, la Viandante mostra le spalle al mondo. Sulla pelle insanguinata brilla un sole alchemico, mentre la luna e l’ombra le danzano intorno. L’opera è una soglia tra luce e tenebra, memoria e visione. Nyx è il buio del grembo cosmico: da lei tutto nasce, anche la coscienza.
- Carmela Calimera
- Mista su tela
- 100 x 80 cm
- 2023
- 2023.15.CC
Nota storico-mitologica
- Carmine Monaco
Nyx, la Notte, è una delle divinità più antiche e potenti della cosmogonia greca. Figlia del Caos, madre di Hypnos (il sonno), Thanatos (la morte) e Moros (il destino), Nyx è principio originario e inconoscibile, forza generativa prima di ogni dio olimpico. Anche Zeus, si dice, la teme.
In questa Eikōn, la figura femminile si mostra di spalle, come spesso accade con le divinità misteriche. Il corpo è attraversato da ferite, rovi, zone d’ombra, ma anche da segni di potere:
– il sole alchemico inciso tra le scapole, simbolo dell’occhio interiore e della coscienza in trasformazione;
– la luna piena in alto a destra, che illumina ma non dissipa;
– l’uccello notturno, probabile allusione alla civetta di Atena, che suggerisce che nella notte si cela la sapienza.
Il manto che avvolge il corpo è una materia cosmica, fatta di fuoco e cenere, sangue e visioni. Le trame rosse richiamano reti genetiche, trappole simboliche o costellazioni.
In Aetherion, Nyx rappresenta il passaggio attraverso il grembo oscuro della conoscenza. È la notte interiore che precede ogni rinascita autentica. Dopo la rabbia (Introspezione) viene il silenzio, la resa, l’ascolto. Nyx non parla ma accoglie chi sa sostare nel buio, e per questo tornerà a vedere.
Nel Grembo della Notte


























