Logos 15 – Nyx
- Carmine Monaco
Nel Grembo della Notte
Quindicesimo Canto della Viandante dell'Abisso
Quando tutto tace, quando la pelle smette di fingere, arriva Lei. Con passo leggero, con il manto pieno di stelle ancestrali e ombre necessarie, arriva la Notte. Nyx. Figlia del Caos primordiale, nacque prima della Luce, prima del Tempo, prima persino della paura.
È femminile sacro che accoglie senza chiedere. Io l’ho incontrata e non ne sono fuggita. Sulla tela, la sua forma sfugge ai contorni, è vortice, è abisso che danza, è occhio cieco che tutto vede.
Mi sono immersa nel suo grembo in una di quelle notti in cui il cuore è più pesante del corpo. E lei mi ha sussurrato:
“Non cercare la luce fuori.
Guardala mentre si compone dentro.”
Il turbinio emotivo, i pensieri ingarbugliati, le paure che pulsano… tutto ciò che di giorno fuggiamo, di notte ci trova.
Nel mito, Nyx genera Hypnos e Thanatos: il Sonno e la Morte. Ma anche Etere e Hemera: la Luce e il Giorno.
Perché la Notte non è assenza di luce. È origine. Come l’utero. Come la semina. Come l’inizio che non sa ancora d’essere tale. Se i nostri occhi fossero dotati della capacità di percepire frequenze d’onda più ampie, forse non riusciremmo a sopportare la gamma di colori e di luci che potrebbero avvolgerci in quello che noi chiamiamo buio.
Nel buio, i Cavalli del Tempo corrono, guidando il carro del Sole verso la rinascita. Ogni stella che appare è un faro d’informazione interiore.

La notte rivela segreti che non confondono, a chi ha il coraggio di ascoltare. Ho sentito il canto della Civetta, sacra a Parthenope. Tanti lo temono come un presagio nefasto, dopo secoli di maldicenze contro gli antichi riti. Non comprendono i messaggi del suo canto.
Mi ha guardata. Aveva le ali fatte di silenzio e intelligenza. Nei suoi occhi c’era il peso di secoli. Nel suo volo, la leggerezza di chi ha capito tutto e non ne è rimasto schiacciato.
Forse era Atena travestita da animale sacro, venuta a vegliarmi. Nei misteri di Eleusi, si camminava di notte, con torce e tamburi, per affrontare la propria discesa. Là, nel cuore nero, si trovava la chiave della trasformazione interiore.
La Notte è tempesta e ordine, muro e finestra, paura e liberazione. Ogni volta che il caos mi ha travolta, lei è venuta. Mi ha lasciata sola, soltanto quando voleva farmi vedere il disordine come materia da plasmare, mai per abbandonarmi.
Poi, quando ero pronta, ha riordinato ogni cosa: un pensiero alla volta, una emozione alla volta, posando ogni pezzo al suo posto vero dentro di me. E da lì… è sorto il giorno.
Ora so che ogni volta che il mondo mi spezza, io posso tornare a Lei. Posso entrare nel tempio senza pareti della Notte, seguire i cavalli del tempo, ascoltare la luna che non chiede nulla, osservare la civetta che vola in cerchio e sentire, infine, il Sole che sorge da dentro me.
La Notte è la mia maestra che non spiega, ma accoglie tutto e poi lascia andare.
Io sono figlia di Nyx.
Io sono la Viandante, e la mia luce l’ho trovata nell’abisso della Notte.
Quando gli Dei Tornarono a Pensare
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Logos 1 – Quintessenza
Logos 2 – Io e Iddu
Logos 3 – La Nera
Logos 4 – Il Ritorno del Guerriero
Logos 5 – Ellade Profonda
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