Logos 5 – Ellade Profonda
- Carmine Monaco
L'Eroe della Responsabilità
Quinto Canto della Viandante dell'Abisso
In quella spiaggia non ero mai sola. Lo sapevo dal battito del vento, dal modo in cui la luce danzava sulla sabbia nera come fiamme stanche di combattere.
Accanto a me, la Dea taceva, gli occhi persi nel rosso del tramonto. Alle mie spalle, Achille scrutava l’orizzonte con l’inquietudine di chi è tornato ma non ha finito di partire.
E lì, nella conchiglia del silenzio, arrivò lui. Ettore si fece presenza tra i sussurri del mare. Non vi fu voce che lo annunciò, né luce che lo precedette. Solo un’ombra dignitosa, fatta di ricordi e sabbia sottile.
Portava sulle spalle una corazza invisibile, fatta di doveri mai sciolti. I suoi occhi erano pieni di Troia, pieni di Andromaca, pieni di Astianatte.
Si sedette con noi. Nessuno parlò. Il tempo si fece lieve, come per lasciarlo respirare.
Poi parlò. E la sua voce era impastata di terra bagnata e sale antico.
“Quando caddi, credevo che tutto finisse.
Che la mia morte fosse la fine del canto.
Ma non finì. Continuai a sognare.”
“Sognavo il giorno che non arrivò mai:
il ritorno a casa,
il figlio cresciuto,
le mani sporche di ulivo, non più di sangue.”
La sua voce non tremava, ma l’aria attorno a lui, sì.
“Non mi fu data scelta.
L’onore, l’obbedienza, l’essere ‘difensore della patria’…
mi tolsero il diritto più umano:
quello di essere solo Ettore,
un uomo che voleva vivere abbastanza da vedere il figlio ridere.”

Lo guardai. Aveva il volto segnato dai rimpianti. Quelli veri. Quelli che tracciano solchi profondi nell’animo umano, facendo più danni del tempo e che nemmeno gli Dei possono cancellare. La Dea chinò il capo. Achille chiuse gli occhi. Io allungai la mano e il Mediterraneo ci toccò.
Le onde sembravano scrivere parole invisibili sulla riva. Ogni sfumatura nel cielo era una pagina accesa, un frammento dell’Ellade più antica, dove mito e carne non si distinguevano più. Ettore disse:
“Voi che potete, scegliete.
Non lasciate che la gloria vi rubi la tenerezza.
Non sacrificate l’abbraccio per l’epitaffio.”
Poi tacque. E in quel silenzio ci fu più verità che in tutti i canti.
Quando si alzò, il vento cambiò direzione. Non andò via. Si trasfuse nella sabbia, nelle ombre, nei pensieri. Era ancora lì. Sarebbe stato sempre lì.
La Dea si voltò verso di me. Achille sorrise, per la prima volta.
E io compresi: l’Ellade profonda non è nei libri, né nei templi o nei musei. È qui. Tra noi. Nel gesto che consola. Nel padre che resta. Nell’uomo che si spezza ma ama in eterno con ogni cellula del suo corpo.
Stesi la mano, era tutto lì. Bastava toccarlo.
Il Respiro dei Guerrieri
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Scarica la brochure “Aetherion – La Viandante dell’Abisso”. Opere pittoriche di Carmela Calimera,
racconti e metatesto di Carmine Monaco.
Logos 1 – Quintessenza
Logos 2 – Io e Iddu
Logos 3 – La Nera
Logos 4 – Il Ritorno del Guerriero
Logos 6 – DNA Megále Hellás
Logos 7 – Molecole Primordiali
Logos 8 – Pensiero Filosofico
Logos 9 – Iniziazioni Femminili
Logos 10 – Kore e l’Asfodelo
Logos 11 – Hera, La Dea Madre
Logos 12 – Impronta Genetica
Logos 13 – Amore Viscerale
Logos 14 – Introspezione
Logos 15 – Nyx
Logos 16 – La Resurrezione di Athena
Logos 17 – La mia Nike
Logos 18 – La Protezione di Helius
Logos 19 – Metamorfosi
Logos 20 – Pi Greco
Logos 21 – Oneiros
Logos 22 – La Custode
Logos 23 – Pythia

