Terra

Logos 16 – La Resurrezione di Athena

  • Carmine Monaco

Quando gli Dei Tornarono a Pensare

Dalle rovine dei templi e dal silenzio dei secoli, Athena riappare con l'elmo, la lancia e lo sguardo rivolto all'orizzonte. La Dea dagli occhi glauchi risorge nel luogo in cui il pensiero diventa visione e restituisce all'umanità la misura della propria libertà e alla donna la dimensione della propria forza.

Sedicesimo Canto della Viandante dell'Abisso

Non sempre si cade per morire. Ci sono cadute che servono a ricordare chi siamo davvero. Io l’ho scoperto quando il mondo si è fatto muto e ho potuto ascoltare solo me stessa.

Nel silenzio, ho udito un battito.
Non era il mio cuore. Era un eco antico, il rumore di un’armatura che si ricompone.

Non la vidi avanzare tra le nuvole né udii il suono delle armi. La riconobbi all’improvviso, come si riconosce un pensiero che ci ha sempre abitati. Da qualche parte, nelle profondità del mio essere, Athena aveva atteso il momento di mostrarsi.

Portava con sé la lucidità del giudizio, la fermezza della giustizia, l’arte di trasformare ogni ostacolo in un nuovo cammino.

Era sempre stata lì. Dormiva sotto il rumore dei miei passi, nel luogo in cui il dubbio diventa chiarezza e la forza ritrova la propria misura.

La sua lancia indicava un orizzonte. La sua sapienza insegnava a raggiungerlo.

Nacque dal capo di Zeus, con lancia e scudo già in mano. Non da grembo, ma da pensiero. Eppure, in me, Athena è rinata dal dolore, dalla rottura delle illusioni. Dalla ferita che ha insegnato la lucidità.

La tela la mostra fiera e fiorita, tra oro e lapislazzuli, con la civetta negli occhi e l’olivo tra le dita.

Athena riemerge come riaffiora una sorgente antica. La pietra può nasconderne il corso, mai prosciugarne l’acqua. Per secoli il suo nome è rimasto sepolto sotto polvere, guerre e oblio, ma la sapienza possiede una pazienza che nessun impero conosce. Attende. Poi torna a illuminare il cammino degli uomini. 

Athena non conosce la morte degli dèi. Attraversa le epoche come una vena d’oro attraversa il marmo: invisibile per lunghi secoli, improvvisamente luminosa quando la luce la raggiunge.

Quando la mia anima ritrovò il proprio equilibrio, Athena cessò di essere una presenza lontana. Respirava con il mio stesso respiro.

Il suo serpente si avvolse al mio braccio con la naturalezza delle creature antiche. Le sue spire parlavano una lingua silenziosa, impressa nella pelle prima ancora che nel pensiero.

L’olivo è cresciuto nei miei polmoni.
E con ogni respiro, mi sentivo più forte, più lucida, più vera.

I culti di Athena nella Magna Grecia erano riti di equilibrio. Celebravano la mente e il gesto, la parola ponderata, la difesa della città, la protezione delle donne capaci. A Reggio, a Siracusa, a Paestum, la sua presenza era pietra e vento, acropoli e pensiero.

Alle sacerdotesse di Athena bastava il respiro del Tempio, non avevano bisogno di oracoli: diventavano esse stesse visione. Affinavano lo sguardo come si affila una lama. Interrogavano il silenzio fino a renderlo limpido. Nei loro occhi la sapienza prendeva forma prima ancora delle parole. A poco a poco il mondo si disponeva davanti ai loro occhi con una chiarezza che sfuggiva agli altri. Io mi sento una di loro.

Ho guardato in me e ho trovato un esercito di chiarezza. Quando ci si rialza non è mai come prima.

La resurrezione di Athena coincide con il giorno in cui tornai ad abitare pienamente me stessa. La sua lancia tracciava il limite tra ciò che meritava di entrare nella mia vita e ciò che doveva restarne fuori. Lo scudo rifletteva ogni inganno fino a lasciarlo ricadere su chi lo aveva generato. Sopra di noi la civetta vegliava, immobile, con gli occhi aperti sulla notte.

Da allora porto lo scudo di Athena con me.

La sento nella fermezza della voce, nello sguardo che attraversa le apparenze, nella calma con cui ogni scelta trova finalmente il suo posto.

Nessun prodigio ha accompagnato questo cammino. È nato dall’esercizio paziente della coscienza, dalla disciplina del cuore, dalla fedeltà verso ciò che sono. Così gli Dei continuano a vivere, oltre i templi, il marmo o gli antichi poemi. Attendono in quella parte dell’anima che, dopo un lungo silenzio, trova il coraggio di riconoscersi.

Io sono rinata. Io sono la Viandante.

Io sono Athena. E oggi, sono tornata a proteggere il mio tempio.

Il Peso delle Ali Interiori

Incontrai Nike in un giorno qualunque. Il vento cambiò direzione, e compresi che la forza aveva smesso di chiedere il mio permesso. Nike mi raggiunse nell'istante in cui il timore cessò di guidare i miei passi. Da allora le sue ali accompagnano ogni mio cammino, ricordandomi che la più alta delle vittorie consiste nell'abitare pienamente la propria verità.

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racconti e metatesto di Carmine Monaco.

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